Raggiunta in auto la località di Rivalpo (Arta Terme) ci dirigiamo verso la Chiesa di San Martino. Una volta raggiunta, in base alle condizioni del fondo stradale, è possibile parcheggiare l’auto nei pressi di questa oppure optare per proseguire lungo la strada asfaltata fino a raggiungere il cartello di divieto di transito.
Il periodo scelto per l’escursione è una giornata di metà febbraio che, nonostante la nevicata della settimana precedente, si presenta piuttosto calda, con un clima quasi primaverile. Anche la presenza della neve è molto scarsa alla partenza (quota 990 m.s.l.m.), mentre diventerà gradualmente più consistente superata quota 1600 m.s.l.m.
Una volta imboccata la strada asfaltata seguiamo questo fino a raggiungere malga Valmedan bassa. L’escursione fin qui si presenta tutto sommato monotona, priva di panorami degni di nota e con un dislivello che si mantiene costante lungo tutta la salita.
L’escursione diventa molto più appagante soltanto quando, giunti nei pressi della Casera Valmedan Alta si apre davanti a noi un spazio aperto molto ampio e completamente innevato da cui, finalmente, è possibile ammirare in tutta la sua maestosità il monte Sernio che si affaccia sullo sfondo della Casera.

Dopo una breve sosta nei pressi della casera, proseguiamo imboccando il sentiero CAI 409. Il sentiero, a tratti piuttosto innevato, ma ben battuto, inizia, attraverso i suoi innumerevoli tornanti, ad avvicinarci alla nostra meta. Dopo la costante e scarsa pendenza che aveva contraddistinto la prima parte dell’escursione, la salita adesso inizia a farsi più decisa fino ad arrivare in cresta. Raggiunta la cresta anche la quantità di neve appare molto più abbondante e rende più faticosa l’ultima leggera salita che ci separa dalla cima.



Completato anche quest’ultimo sforzo raggiungiamo finalmente la ben visibile vetta del monte Tersadia. La cima, resa ancora più suggestiva dall’imponente croce di vetta (corredata anche dal libro di vetta) e dalla statua della Madonna, spalanca davanti ai nostri occhi un panorama a 360 gradi che spazia dalle prealpi alla catena carnica e dalle Giulie orientali a tutta la catena carnica. Inoltre, raggiungendo una piccola postazione pochi metri oltre la croce di vetta è possibile, anche grazie all’aiuto dei cartelli didascalici che vi si trovano, sfruttare al meglio la posizione centrale di questo monte per ammirare le vette principali della Regione.



Consumato un veloce pranzo presso la cima e raggiunti da un vento fresco, dopo aver contemplato per l’ultima volta il paesaggio surreale offertoci dalla cima, iniziamo la nostra discesa ripercorrendo lo stesso sentiero dell’andata.
Stanchi e provati dall’ultimo tratto di discesa su strada asfaltata raggiungiamo l’auto grati per questa appagante uscita. Questa escursione, non particolarmente gratificante durante la prima parte di salita, una volta abbandonata la strada in asfalto e imboccato il sentiero ha ampiamente superato le attese grazie ai suoi ampi scorci mozzafiato resi ancora più memorabili dal velo di neve che li ricopriva.
DATI GLOBALI:

QUOTA MINIMA: 940 m
QUOTA MASSIMA: 1957 m
ASCESA TOTALE: 1017 m

DISTANZA TOTALE: 13 km
TEMPO DI PERCORRENZA: 5 h circa (andata 2.30 h)


DIFFICOLTÀ TECNICA:

DIFFICOLTÀ FISICA:
